Le più belle ville del padovano

Autore Bene Insieme

Le Ville Venete o Palladiane, edificate intorno alla metà del Cinquecento dall’architetto Andrea Palladio per le famiglie più importanti della zona, non rappresentano solo gli edifici in sé, ma un ben più ampio contesto politico-sociologico che va dal territorio, alla storia personale delle famiglie fino al patrimonio artistico a opera di un gran numero di importantissimi architetti, pittori e scultori. Ecco un itinerario in cui mescolare sapientemente arte, cultura e natura nel territorio padovano.

Villa dei Vescovi: incastonata nei colli euganei

A Luvigliano di Torreglia, circondata dai morbidi e bellissimi colli euganei, si trova Villa dei Vescovi che anche grazie al FAI (Fondo Ambiente Italiano) oggi vive una seconda giovinezza con un fitto calendario di eventi per grandi e piccini al suo interno. Potete gironzolare per i vari piani, dal centro del giardino al piano superiore, con le bellissime sale affrescate e uscire sul portico che circonda tutto l’edificio e che offre una vista incomparabile.

Se poi la giornata lo consente, potete anche scendere nel vigneto
per una passeggiata oppure rilassarvi comodamente seduti presso una delle due logge magnificamente dipinte. 

Villa Contarini: da magazzino agricolo a prestigioso edificio

A meno di 30 km, sempre in provincia di Padova, a Piazzola sul Brenta, trovate Villa Contarini, una tra le
più prestigiose e grandi ville venete. Già arrivando, la magnificenza della costruzione non può lasciare nessuno indifferente. E pensare che, nel corso dell’800, l’edificio andò in degrado diventando dapprima magazzino agricolo, poi addirittura caserma di un reggimento.

A fissarsi nella memoria di chi la visita sono soprattutto la sala delle conchiglie e la sala della chitarra, costruita come una cassa armonica di una chitarra rovesciata e dalla quale spesso si diffonde il suono nel salone d’ingresso. Non fatevi prendere dalla pigrizia e salite al terzo piano: nel salone degli strumenti è esposta una raccolta di antiche mappe e disegni che costituiscono l’archivio storico della villa.

Vigna Contarena

Ora puntate dritti al cuore della cittadina di Este, la cui cinta muraria è pressoché identica all’originale del XIV secolo, con mura larghe un metro e mezzo, sormontate da merlatura guelfa e torri rettangolari aperte sul lato interno e un mastio alto 21 metri.

Vigna Contarena prende il suo nome dalle vigne che un tempo la circondavano rendendo il luogo un piccolo giardino dell’Eden, spettacolare da visitare soprattutto nel periodo della vendemmia.
La villa, che in certi periodi diventa un Bed & Breakfast di grande fascino, ha davvero tante storie alle spalle.


Il vero pezzo forte che vi consigliamo di lasciare per ultimo è il suo giardino segreto con pinnacoli arabeggianti e aperture di graticcio nella muratura di mattoni rossi: un vero spruzzo d’oriente nello splendore dell’arte architettonica italiana

Il Castello del Catajo

Non tragga in inganno il nome: il Castello del Catajo, nella località di Battaglia terme, rientra a tutti gli effetti nella categoria delle ville venete. Visitatelo e inoltratevi nel suo Giardino delle Meraviglie o lungo il Cortile dei Giganti, dove bellissimi affreschi raccontano le vicende della famiglia proprietaria del castello.

Con un po’ di fortuna, negli stessi ambienti, potreste partecipare a una serata di degustazioni di vini e cibi locali nel magnifico terrazzo panoramico. Fate attenzione però: sembra che questa dimora sia infestata da un fantasma chiamato “la dama azzurra”, che si aggira senza pace fra le tante stanze del castello e nel suo bel labirinto.

La torta pazientina: una dolcissima pausa

Avete girato in lungo e in largo, esplorando siti meravigliosi e dimore da sogno: è il momento di un break all’insegna della dolcezza: un buon caffè con una fetta di torta pazientina è il non plus ultra della “merenda padovana”.

Altrimenti che ne dite di un gelato insolito? Magari al gusto sedano? Al basilico? Alla lavanda? Tantissimi sono i gusti stravaganti (oltre agli evergreen) della storica gelateria da Bepi di Mortise (una frazione di Padova), tutti rigorosamente senza “basi” ma con frutta fresca, creme o cioccolato. Il segreto di questo successo? L’addensante non è chimico ma sono semi di carruba macinati. 

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