Nella terra del Palladio

Autore Bene Insieme

Le Ville Venete Palladiane, edificate intorno alla metà del Cinquecento dal mitico architetto Andrea Palladio per le famiglie più importanti della zona, sono parte del Patrimonio dell’Umanità. Alcune fra le più belle si trovano nella provincia vicentina come la celeberrima Villa Almerico Capra Valmarana una vera icona di riferimento. Chiamatela pure col suo soprannome ossia “la Rotonda”. Vicina al centro città e comoda da raggiungere, eretta su un colle, a mo’ di piccolo castello, La Rotonda è l'unica villa realizzata con la volta a cupola e la medesima pianta, che la fanno sembrare un edificio religioso, con sala centrale a forma circolare, iscritta in un quadrato. In cinque secoli è stata visitata da poeti ed artisti, uomini di stato, studiosi e amanti dell’arte, viaggiatori e turisti. A tutti La Rotonda ha donato un’emozione indimenticabile, venite a scoprire la vostra. Dalle quattro logge a tempio, si possono ammirare quattro diversi angoli della campagna vicentina fra cui l’incantevole Valletta del Silenzio e forse vi verranno in mente pensieri simili a quelli di Goethe quando visitò la dimora: “Forse mai l’arte architettonica ha raggiunto un tal grado di magnificenza”.                                        A pochi passi, con una doppietta artistica che ha del miracoloso, si trova Villa Valmarana ai Nani, un luogo di arte e magia, di bellezza e leggenda. Gli appassionati di pittura restano increduli ed ammirati appena varcano l’ingresso della palazzine e della foresteria: ai bellissimi affreschi di Gianbattista Tiepolo (padre) e Giandomenico Tiepolo (figlio) sembra mancare solo la parola. Grazie ad artisti di tale levatura potrete passeggiare dentro uno scrigno di colori e luci, con la suggestione di un’antica leggenda, senza lieto fine. Quella della principessa nanetta, che fin da neonata aveva vissuto in solitudine circondata soltanto da servitori nanetti. Diventata adolescente, un giorno vide un bellissimo principe aggirarsi nel giardino della sua villa e, realizzando la propria deformità, comprese l’impossibilità del suo sogno d’amore e si gettò disperata dalla torre. I nani da sempre a lei fedeli, per il dolore si trasformarono in statue di pietra. E quelle statuine di pietra si possono ancora ammirare sul muro che circonda la villa.

Contenuti correlati

Altri contenuti: