Prosciutto di San Daniele DOP: quando la filiera diventa digitale

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Autore BeneInsieme

San Daniele DOP: Digitalizzare e connettere i produttori, il Consorzio e l’organo di controllo, ma anche dialogare in maniera smart, diretta e trasparente con i consumatori, mettendo a disposizione tutte le informazioni disponibili direttamente sulle vaschette di prosciutto. Questi gli obiettivi messi in campo dal Consorzio del Prosciutto San Daniele attraverso il nuovo processo di innovazione digitale. 

Un software per tracciare ogni fase

Il Consorzio del San Daniele DOP ha realizzato un nuovo processo di implementazione digitale per informatizzare tutto il sistema di tracciabilità che in precedenza era lasciato alla gestione del cartaceo. Il software per la gestione dei dati è stato messo a punto dalla società Beantech di Udine e rappresenta un primo step per una futura certificazione blockchain dell’intera filiera italiana dei suini per le DOP prosciutti. Ma come funziona il processo? Si parte da un database accessibile agli operatori dove si trova tutta la documentazione sulla certificazione della DOP. 

I produttori e il Consorzio completano i dati per la loro parte di competenza. Il tutto è sempre consultabile da parte dell’ispettorato Centrale Repressione Frodi per un controllo in tempo reale di quanto viene fatto lungo la filiera. Anche i consumatori possono accedere a tutti i dettagli, collegandosi al sito www.ilsandanieletrasparente.it. Qui potranno risalire alle caratteristiche del prodotto acquistato: allevamenti, macelli, mese e anno di produzione, stagionatura, ingredienti e informazioni sui produttori. 

Un investimento importante

Con questo progetto il Consorzio fa un deciso passo avanti verso la digitalizzazione della catena produttiva e commerciale, coinvolgendo tutte le aziende del distretto del Prosciutto di San Daniele e supportandole nell’adeguamento al processo e nell’installazione dei sistemi di stampa presso i vari laboratori di affettamento: il valore complessivo dell’investimento, iniziato nel 2016, supera i 600.000 euro. 

Promuovere e valorizzare il territorio tutelando i consumatori

“Siamo orgogliosi di essere tra i primi distretti alimentari a informatizzarsi completamente” ha affermato Mario Cichetti, Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che ha proseguito: “Fin dalla nostra fondazione nel 1961, abbiamo avuto un solo obiettivo: promuovere e valorizzare la conoscenza delle tipicità e qualità del Prosciutto di San Daniele nel mondo. Per farlo, è fondamentale la fiducia da parte dei consumatori: grazie al nuovo sistema riusciamo oggi a dialogare in maniera sempre più diretta e trasparente con il consumatore. È un primo passo concreto per una strategia di più ampio raggio verso la realizzazione di una piattaforma di derivazione crittografica in grado di autenticare in modo univoco e sicuro tutte le fasi della filiera produttiva anche utilizzando le potenzialità della blockchain”. 

Cos'è la blockchain?

In origine la tecnologia blockchain nasce per tenere traccia delle transazioni effettuate con le criptovalute, cioè il denaro elettronico che non passa tramite il circuito bancario tradizionale.

La blockchain permette di archiviare tutti gli scambi in una sorta di libro condiviso e sicuro. I blocchi infatti, una volta approvati dalle parti, non sono più modificabili. Visto che la tecnologia di base permette di immagazzinare informazioni in modo sicuro e innovativo, ha trovato applicazione anche in altri campi come quello della filiera alimentare.

La gran parte dei prodotti alimentari passano attraverso molte figure prima di arrivare al consumatore: il produttore, un primo trasportatore, il trasformatore, il confezionatore, un secondo trasportatore, il grossista, un terzo trasportatore, la vendita al dettaglio e in alcuni casi addirittura un quarto trasportatore che consegna la spesa a casa o in ufficio. Basta che uno solo di questi attori falsifichi la data di produzione o modifichi la temperatura di conservazione in uno dei molti passaggi, che sulla tavola arriva un prodotto diverso da quello cui il consumatore crede di avere accesso. Questo non può più succedere se viene applicata a tutta la filiera, o almeno ai passaggi a maggiore rischio di frode, una tracciatura registrata in blockchain. 

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