Provincia di Imperia: a spasso nei luoghi senza tempo

Autore Bene Insieme

Nell’entroterra imperiese ci sono paesini che sembrano esser rimasti imprigionati in una goccia d’ambra che li ha conservati immutati nel tempo. Uno di questi ha un nome che pare uscito da una fiaba di La Fountaine: Dolceacqua. Già dalla strada si fa ammirare, come un presepe medievale sospeso su di una città di frontiera. Percorrete le sue stradine che si intrecciano fitte con vicoli minuscoli e silenti: attraversate il ponticello, reso immortale dal pennello di Claude Monet, innamoratosi di questa luce. Fermatevi un secondo ad ascoltare il timido gorgoglio del fiume. Visitate la cappelletta di San Giorgio con le splendide travature dipinte, che custodisce il sepolcro della famiglia Doria. E che dire delle rovine del castello che sembran vegliare le minuscole casette in pietra colorata.

A circa 5 km, lungo la Val Nervia, s’incontra Apricale, un altro borgo che pare esente al fluire delle stagioni. Nel vederlo in lontananza, in molti si chiedono come ai nostri avi, sia venuto in mente di venire a costruire quassù. Prima di inerpicarvi, concedetevi un break, con due strisce di focaccia e magari due dita di Rossese, vino doc di questa zona. Andate in perlustrazione, salendo fino al Castello della Lucertola e “smarritevi” fra i carruggi che rimandano alla vita feudale. Ad Apricale, numerosi artisti hanno voluto lasciare un segno del loro passaggio, creando un mix affascinante fra tessuto medievale ed avanguardie. Non stupitevi troppo quindi nel vedere una bicicletta far capolino dal tetto di un campanile: si tratta proprio di una della tante curiose installazioni presenti. Dolceacqua e Apricale sono collegati anche da una passeggiata splendida anche se piuttosto faticosa e lunga (circa 4 ore).

Altro borgo a dir poco pittoresco Bussana, una sorta di Montmartre sanremese, giacché, fin dai primi anni ’70, è un ritrovo di artisti, comunità hippy e musicisti da strada.

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