Provincia di Modena: in sella per le colline

Autore Bene Insieme

Dopo aver ammirato le bellezze e le bontà di Modena, potete partire in bici per una divertente gita fuori porta

Da Modena, con un percorso semplice, con segnaletica dedicata, adatto a tutti i tipi di bicicletta (la più conforme è comunque la Mountain Bike), si può raggiungere Vignola. La strada è quasi interamente asfaltata, salvo il percorso sul Panaro (sterrato), presenta lunghe sezioni ombreggiate e nessuna salita particolarmente impegnativa. È percorribile tutto l’anno: in primavera, fra marzo e aprile soprattutto, si può ammirare la fioritura dei ciliegi che colorano di bianco la media valle del Panaro, mentre in giugno si può godere dei frutti maturi degustando, presso i produttori, ciliegie e amarene. Adagiata tra il fiume Panaro e le colline modenesi, Vignola è famosa nel mondo proprio per le sue ciliegie (qui ha sede il Consorzio della ciliegia e susina tipica). Passeggiando lungo le sue vie però, scoprirete anche una cittadina ricca di storia e testimonianze architettoniche di grande pregio, a cominciare dalla Rocca. Andate ad ammirarne i meravigliosi interni riccamente decorati che vi lasceranno senza parole.  C’è poi da vedere il Santuario della Madonna della Pieve, una delle più antiche chiese romaniche.  Si trova nell'Appennino modenese, a soli 25 km da Modena: eppure è un luogo che emana un senso di evasione tale e che tende a far dimenticare la frenesia della civiltà e i problemi di tutti i giorni. Ad aumentarne il fascino è sicuramente il fatto che, proprio come per la Rocca di Vignola, non si hanno notizie certe sulle antiche origini del Santuario che restano tutt’oggi avvolte nelle narrazioni misteriose di diverse leggende del territorio. Approfittate anche dell’ottima cucina locale e per immagazzinare energie, prima di un’altra pedalata, concedetevi qualche ciliegia sotto spirito che ci sta a pennello con una fetta di Torta Barozzi. Quando fu creata, a fine ‘800 da Eugenio Gollini, venne battezzata Torta Nera: l’originalità della ricetta di questo dolce, consiste in una sapiente proporzione fra le arachidi, l’ingrediente principale, la dolcezza delicata delle mandorle, la grinta e il sapore intenso di cacao e caffè, anche se gli esatti quantitativi ed il preciso metodo di preparazione rimangono tutt’oggi un segreto custodito gelosamente dagli eredi di Gollini.    

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