Ravenna: una chiesa sommersa e un ospite illustre

Autore Bene Insieme

Nelle vicinanze ecco della Basilica di Sant’Apollinare ecco la Chiesa di San Francesco che riconoscerete per la sobria facciata in mattoni. A dispetto di tanta linearità esterna, questa chiesa “nasconde” un bellissimo segreto. Al di sotto del presbiterio, raggiungibile tramite una doppia rampa di scale, si trova una finestrella che vi offre una favolosa vista sulla cripta, posta sotto il livello del mare e perciò piena d’acqua.

La state visualizzando? Una stanza dai pavimenti decorati da straordinari mosaici, ricoperti da uno strato di acqua nel quale nuotano dei pesciolini rossi. Potrebbe essere una tela di Magritte ma è tutto vero e in 3D! I turisti fanno a gara a lanciare le monetine esprimendo un desiderio come fosse Fontana di Trevi.

Voi potete comunque ammirare i frammenti di mosaici della primitiva chiesa e un’iscrizione che ricorda l’originaria destinazione di questo ambiente; accogliere le spoglie del fondatore, il vescovo Neone. Sempre dall’interno vedrete che si sbuca in un delizioso giardino dove sorge l’Edicola di Braccioforte, risalente al 1400.

Poco più in là infine, quasi nascosta da una cancellata, c’è un altro elemento sorprendente. Il piccolo tempio custodisce le spoglie di Dante Alighieri morto in esilio proprio a Ravenna nel 1321. Avvicinatevi: un bel bassorilievo di fine ‘400 lo ritrae pensoso sopra i resti tanto contesi dalla città d’origine e quella d’adozione. Scoprire che la tomba del sommo poeta fiorentino si trova a Ravenna e non a Firenze lascia molti (italiani e stranieri) di stucco. D’altronde l’esiliato Alighieri, nei suoi ultimi anni trovò accoglienza e conforto nella cittadina romagnola e proprio in questa chiesa si celebrarono i funerali. Il piccolo museo adiacente è ben strutturato per chi vuole conoscere interessanti aspetti della vita di Dante con cimeli, documenti e contributi multimediali. 

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