Siracusa: l’isola sull’isola

Autore Bene Insieme

L’isola di Ortigia si trova nella parte sudorientale della Sicilia ed è la zona più antica di Siracusa. Sebbene il suo nome rimandi ad origini greche, questa terra ricca di sorgenti d’acqua dolce, era abitata già dall’età del bronzo, come testimoniato da numerosi reperti archeologici. Passeggiare per le sue stradine significa respirare l’aria di diverse epoche, il che fa di questa isola una perla di rara bellezza.

Tra le cose da non perdere il Castello di Maniace, poderosa costruzione che si estende nella parte meridionale dell’isola, costruita intorno alla metà del 1200 e, nei secoli, utilizzata sia come residenza che come struttura difensiva. Altro luogo simbolo è la fontana Aretusa, fonte d’ispirazione per poeti come Virgilio e Ovidio, legata una leggenda secondo la quale la ninfa Aretusa, per sfuggire ad Alfeo, follemente innamorato di lei, chiese aiuto ad Artemide, che per salvarla la trasformò in una fonte. Nella parte settentrionale dell’isola, c’è il Tempio di Apollo, il più antico tempio presente in tutta la Sicilia. Nella piazza principale, troviamo il Duomo, considerato uno degli edifici di maggior interesse storico nel mondo: da non perdere le cappelle interne dove si trovano un fonte battesimale ed una tela raffigurante San Zosimo, dipinta da Antonello Da Messina.

Il Lungomare Alfeo (dal nome dell’innamorato di Aretusa) è costituito da una stradina pedonale, su cui si affacciano bar e ristorantini. Tutte queste strutture un tempo, erano case abitate da pescatori, che utilizzavano gli ipogei collegati con le sorgenti d'acqua per lavare il pesce e le acciughe (infatti le grotte sotterranee venivano chiamate "cunsaria"). Il lungomare offre un’impareggiabile vista non solo sulla costa meridionale della città, ma anche sulla penisola della Maddalena ed è la location perfetta sia per sorseggiare una granita nei pomeriggi più afosi, sia per andarsi a godere un tramonto in prima fila. Proprio all’inizio del lungomare, c’è una piccola fonte nota come “Occhio della Zillica” che, secondo la leggenda, sarebbe il Fiume Alfeo che tramite un corso sotterraneo, sgorgherebbe nei pressi della Fonte Aretusa. Questo in modo che Alfeo il guerriero tramutato in fiume, e Aretusa, la Ninfa tramutata in fonte, fossero uniti per l’eternità. 

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