Svezzamento: il momento della pappa

Autore a cura della Dott.ssa Patrizia Baldrighi Pedagogista

Svezzare il bambino significa abituarlo ad alimentarsi con qualcosa di diverso dal latte. In questa fase il latte materno rimane comunque essenziale come fonte di energia e di nutrienti di alta qualità. Il bambino inizia ad avere bisogno di minerali, soprattutto il ferro, di proteine e di determinati grassi per lo sviluppo ottimale dal punto di vista psicomotorio. La maggior parte dei pediatri concorda che lo svezzamento possa iniziare tra il 5° e il 6° mese.

Ecco come orientarsi per lo svezzamento mese per mese:

A 4 mesi il latte materno, o artificiale, è in grado di garantire tutto il nutrimento necessario per il sostentamento e la crescita del piccolo. Superati i 4 mesi, in accordo col pediatra, si può cominciare con lo svezzamento introducendo nella dieta le prime pappe non più esclusivamente liquide. Si inizia proponendo i primi sapori diversi dal latte materno, come quello della frutta, per esempio mela e pera. La frutta, dalla consistenza solida ma non troppo, rappresenta il giusto compromesso per cominciare lo svezzamento: è ricca di acqua, vitamine e sali minerali, ma è povera di proteine, grassi ed è poco allergizzante. Si può consumare sotto forma di omogeneizzato, ma via libera anche alla frutta fresca, privata della buccia, schiacciata o grattugiata.

A 5 mesi si inizia lo svezzamento con alimenti diversi dal latte e dalla frutta. In realtà può iniziare anche a 6 mesi. In questa fase si possono introdurre i primi cibi come omogeneizzati di frutta, passata di verdura, cereali senza glutine. Si può utilizzare in quantità moderata l’olio extra vergine di oliva. È preferibile utilizzare gli omogeneizzati di carne anziché carne frullata, almeno per il momento. Se il piccolo rifiuta è bene non insistere; il quinto mese è delicato, il piccolo non è abituato al cibo e necessita dei suoi tempi.

A 6 mesi il neonato è pronto a deglutire quasi tutti i cibi densi, ma ciò non implica l’abbandono del latte, che può essere assunto anche fino al secondo anno di età. Oltre agli alimenti suggeriti anche per il quinto mese, si possono introdurre cereali contenenti glutine, vegetali cotti e tritati, pera, mela, banana grattugiata, crema di riso nel latte, brodo vegetale integrato con creme di cereali. In un secondo momento si possono offrire anche: riso, mais, tapioca, liofilizzati e poi omogeneizzati d’agnello, pollo, manzo, pesce.

A 7 mesi l’alimentazione diventa molto più ricca: dalla crema di riso alla crema di mais e tapioca, dalla crema d’orzo alla pastina micro. Si possono introdurre sugo di pomodoro e passata di legumi e vegetali. La carne va somministrata sottoforma di omogeneizzato o liofilizzato, una volta al giorno, e può essere sostituita dal formaggino. In questo mese si possono introdurre anche la pappa serale e il brodo di carne magra in sostituzione al brodo vegetale. Lo yogurt è ottimo, meglio se intero bianco, a cui è possibile aggiungere della frutta tagliata finemente.

A 8 mesi il neonato normalmente fa 4 pasti al giorno due dei quali a base di latte o latticini. Due di questi possono includere: ricotta, farine lattee alla frutta, ai cereali, al biscotto, yogurt intero da integrare con frutta e/o biscotto. Gli altri 2 pasti, pranzo e cena, comprenderanno: brodo o passato di verdure alternato a brodo di carne, pastina, semolino, creme multicereali o fiocchi, omogeneizzato di carne e carne fresca in quantità moderata oppure formaggio, prosciutto o pesce, condimento a base di olio di oliva. Non ci sono limiti per il consumo di verdure: oltre a patata, carota e zucchina come nei primi mesi anche spinaci, zucca, broccoli, cipolla, bietole, finocchio. Per l’uovo è invece meglio aspettare i 9 mesi.

Parola d’ordine per lo svezzamento: gradualità

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