Tutto quello che serve sapere sullo svezzamento

Autore Dottor Luca Borelli - Dietista

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Sanità lo svezzamento dovrebbe iniziare a 6 mesi di vita. Il pediatra può consigliare di anticiparlo nel periodo tra i 4 e i 6 mesi, ma è bene sempre ricordare che ogni bambino ha i propri ritmi.

Tuttavia si possono riscontrare alcuni segnali tipici che ci fanno capire che è arrivato il momento opportuno, ad esempio:

·         il bambino riesce a stare seduto e a tenere la testa diritta;

·         è interessato a ciò che mangiano gli adulti; riesce a portare gli oggetti alla bocca da solo.

Se gira la testa dall’altra parte, sputa il cibo o ha un’altra reazione di rifiuto, probabilmente non è ancora pronto a questo tipo di alimentazione. Aspettate ancora e riprovate dopo una o due settimane.

Iniziate poco alla volta, senza forzarlo

Una volta cominciato lo svezzamento è importante prendersi il tempo che serve e avere pazienza, perché il bambino deve innanzitutto abituarsi a un nuovo modo di mangiare. I sapori, la consistenza del cibo e il fatto di mangiare con il cucchiaio o con le mani sono, infatti, esperienze del tutto nuove per lui. Le prime volte è quindi sufficiente che mangi anche solo qualche cucchiaio o qualche boccone, per conoscere il nuovo cibo.

Per saziarlo, potete continuare come sempre a dargli il latte materno o l’alimento per lattanti. Gradatamente potete aumentare la quantità della pappa di complemento. Gli alimenti da cui iniziare variano in base alla cultura di appartenenza. Non esiste un solo cibo «giusto»: iniziate con un alimento per volta, senza mischiarlo ad altri.

Fategli provare un cibo per volta

Quando il vostro bambino avrà accettato bene la prima pappa di complemento, dopo qualche giorno potrete proporre un altro tipo di verdura o frutta. Si prova per alcuni giorni il nuovo alimento prima di introdurre il successivo. In questo modo potrete risalire

all’alimento responsabile dell’eventuale comparsa di una reazione che può far pensare a un’allergia o a un’intolleranza. Dopo che il bambino avrà conosciuto alcuni tipi di verdura e frutta, potrete ampliare a poco a poco l’offerta, prima con le patate e poi aggiungendo anche la carne. Le patate contribuiscono a dare un maggior senso di sazietà, mentre la carne fornisce proteine e ferro.

Per garantire un apporto sufficiente di ferro, è importante che il bambino cominci ad assumere regolarmente piccole quantità di carne al più tardi a partire dal settimo mese. Ben presto il bambino si abituerà anche alle patate e alla carne, così potrete gradatamente variare e arricchire ulteriormente l’offerta di alimenti, ad esempio:

·         crema di cereali;

·         pasta;

·         riso;

·         pane;

·         legumi;

·         pesce;

·         uova; ecc.

Proponete regolarmente pesce di mare ricco di grassi, ad esempio il salmone, perché fornisce preziosi acidi grassi omega 3 che sono poco presenti in altri cibi.
A quest’età il bambino è già perfettamente in grado di masticare e deglutire piccoli pezzi di cibo, quindi sarebbe bene farlo mangiare insieme a voi, sia a pranzo che a cena, mettendolo seduto
nel suo seggiolone con lo schienale un
po’ reclinato, e cominciando a proporgli “le vostre cose” sminuzzate in piccoli frammenti. Assecondate la curiosità
del bambino all’assaggio senza preoccuparvi delle quantità che assumerà, anche se non corrispondono alle vostre aspettative. Se il bambino all’inizio si rifiuta di assaggiare non mostratevi in apprensione e sospendete: potrà finire
il suo pasto più tardi con il latte. Riproverete ai pasti successivi: riproporre un alimento più volte senza forzature sul bambino, favorisce la sua accettazione.

Una nuova opportunità anche per i genitori

Lo svezzamento è l’occasione per rivalutare le vostre abitudini alimentari e, se necessario, migliorarle sia per voi stessi che per il piccolo: scegliete in maniera equilibrata gli alimenti che consumate e proponeteglieli: osservando i genitori, il bambino imparerà rapidamente a mangiare ciò che loro sono abituati a mangiare. Quando il bambino si sarà abituato a mangiare un po’ di tutto, è bene programmare pranzo e cena variando gli alimenti in modo da offrire un “pasto completo”, che contenga cioè tutti i nutrienti.

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