Un week end alla scoperta di Napoli

Autore Bene Insieme

“Napoli è mille colori. Napoli è l’odore del mare. Napoli è la voce dei ragazzi che sale piano dai vicoli e tu sai di non essere solo”. È citando la splendida “Napule è” del compianto Pino Daniele, che iniziamo questo nuovo viaggio attraverso le bellezze della nostra Italia. Ci sono luoghi che possiedono una peculiarità: quella di produrre felicità, come se sgorgasse dal terreno, come fossero uno strumento il cui suono emana vibrazioni di gioia. Napoli e i suoi dintorni hanno questa caratteristica, vibrano di una musica solare e contagiosa. Un weekend, anche fuori dalla stagione estiva, offre così tanto che al vostro ritorno avrete come souvenir: appunti, istantanee e sapori a cui ripensare durante le pause lavorative. Spostate l’autunno un po’ più in là: vi aspetta un golfo che fa battere il cuore, un clima mite, musica, ottima cucina, archeologia e glamour, poesia e folclore: in una parola Napoli.

Spaccanapoli: nel cuore della città

Per racchiudere l’essenza di questa città in poche ore, non si può che partire dal suo centro storico che, fra i più grandi e importanti d’Europa, è un intrico di vicoli, piazzette e stradine che si intrecciano le une alle altre. Quartieri o rioni come Avvocata, San Giuseppe, Sanità, San Ferdinando, fanno parte del nucleo urbano protetto dall’Unesco. L’arteria che seziona e nutre il cuore della città è la celeberrima Spaccanapoli: il decumano principale che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella, tagliando in due (da cui il curioso nome) da ovest ad est il capoluogo campano. L’Università in Via Mezzocannone, le librerie storiche di Port’Alba, i Caffè Letterari di Piazza Bellini, e poi filari di palazzi antichi, chiesettine, ma anche le leggende, la cabala, le voci e gli inconfondibili odori della cucina napoletana, qualche bisca clandestina, “artisti” abusivi che vendono di tutto. Lungo il percorso, in via San Biagio dei Librai potete curiosare nei favolosi mercatini di antiquariato. Insomma Spaccanapoli non è quel che si dice un luogo da cartolina ma, probabilmente, è dentro questo vicolo che troverete lo scatto più riuscito della città di Pulcinella.

Napoli sotterranea e Napoli artigiana

Se avete voglia di un po’ di avventura, andate a scoprire le bellezze di Napoli sotterranea. La visita comprende due percorsi: il primo attraverso l’acquedotto greco-romano e le sue cave di tufo, attraverso un breve tratto di gallerie, a tratti molto basse, tanto da doversi piegare (sconsigliato a chi soffre di claustrofobia). Si risale poi in superficie per raggiungere una tipica casa napoletana al piano terra e iniziare il secondo percorso sui resti del teatro greco-romano.

Fate un rapido giro nella vicina via San Gregorio Armeno, la celebre strada degli artigiani del presepio napoletano e fatevi avvolgere dalla tradizione partenopea. In fondo non manca poi molto a Natale e ciò che troverete qui per alberello e presepe, non lo troverete in nessun altro luogo. Nei due mesi che precedono la festività più attesa, San Gregorio Armeno diventa una delle vie più vivaci d’Italia con greggi di bancarelle sparse un po’ ovunque che vi condurranno fino al principio della città greco-romana, in piazza S. Gaetano, dove potrete fermarvi e affacciarvi nella chiesetta di San Paolo Maggiore. 

Capodimonte: il bosco in città

Se non avevate mai visto un bosco in pieno centro città, vi convincerete che siete in un posto magico dove ogni scorcio sembra raccontare qualcosa: Capodimonte è un vero e proprio bosco in città, dove all’interno è posizionata la Reggia, una delle residenze di Carlo Borbone, un tempo Re di Napoli. Il ricco museo presente all’interno della reggia, raccoglie alcune opere di grandissimi maestri della pittura, come Botticelli, Caravaggio e Tiziano. Passeggiando per le ampie sale del palazzo, perfettamente arredate, avrete l’impressione che la famiglia borbonica sia appena uscita di casa un attimo prima del vostro ingresso. 

Posillipo: cosa vedere

Posillipo è un quartiere residenziale e collinare di Napoli, saliscendi di viottoli, un tango sfrenato di ciottoli che orlano uno strapiombo sul mare. Le parole di origine greca “pause” e “lypon” che compongono il nome significano “cessazione dei dolori”. I Greci, che come la Storia ha ampiamente dimostrato, furono una popolazione di menti elette, arrivarono per primi ad abitare queste coste, osservando le quali non potrete che convenire con l’etimologia del nome.

Le cose da fare e vedere sono davvero tantissime; da non perdere, segnaliamo:

·         Il Parco Virgiliano, come punto panoramico sul Golfo di Pozzuoli e le isole di Capri, Procida e Ischia, non ha rivali. Fra alberi, giardini e promontori, lo sguardo può spaziare su tutto il Golfo, dai Campi Flegrei all’isola di Nisida. Qui trovarono ispirazione tantissimi pittori (la celebre “scuola di Posillipo”). Il nome del Parco è dovuto alla presenza della cosiddetta tomba virgiliana, un sepolcro del I secolo d.C. che gli esperti fanno coincidere con la sepoltura dell’autore dell’Eneide. Riposano qui anche i resti di Giacomo Leopardi, che trascorse gli ultimi anni della sua vita in Campania. L’accesso al parco è gratuito e c’è pure una grande area gioco per i bimbi.

·         Villa Imperiale, questo sfarzoso gioiello architettonico, giunto fino a noi, (ironia della sorte) per (de)merito di un governatore romano, Publio Vedio Pollione. Il governatore, reo di aver sperperato diversi denari ai danni dell’Impero, prima di venir dimesso dal suo incarico decise di consegnare la villa in cui abitava ad Augusto. L’imperatore, in altre faccende affaccendato, non fece radere al suolo la tenuta, sicché oggi possiamo camminare su una parte originale di essa, compresa la suggestiva Grotta di Seiano. Da ciò che è rimasto si può solo immaginare quanto fosse immensa l’intera costruzione: pare che la villa si estendesse per 9 ettari con edifici, giardini, vigneti e porticati e attraverso la Grotta di Seiano si potessero raggiungere la spiaggia di Coroglio e i porti romani di Pozzuoli e Miseno. Quel che è certo è il belvedere naturale su cui vi trovate: senza parole!

·         Palazzo Donn’Anna, una dimora principesca a picco sul mare che sembra uscita dalle “Mille e una notte”, costruita intorno al XVII secolo dal viceré Romiro Guzman e mai terminata a causa del ritorno in patria di quest’ultimo. 

Il Vomero: la zona più esclusiva

Per concludere all’insegna di glamour e divertimento, non può mancare una tappa al Vomero, la parte alta e più esclusiva di Napoli. Lo potete raggiungere facilmente tramite la funicolare, partendo da via Toledo. Al Vomero troverete i locali notturni per giovani, meno giovani, per ballare o anche solo per trascorrere qualche ora spensierata in un pub o in un lounge bar. Questo quartiere a partire dagli anni ’50 si è riempito di edifici in stile liberty, diventando col passare degli anni una meta molto gettonata da parte dei turisti. Se restate svegli fino a tarda notte, il consiglio è, partendo da Piazza Fuga, quello di percorrere Via Cimarosa fino all’incrocio con Via Giordano. Passeggiate quindi su Via Giordano e girate poi su Via Scarlatti, godendovela tutta fino alla fine, guadagnandovi un’alba magica, in direzione di Castel Sant’Elmo e della Certosa di San Martino.

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