Viterbo la citta’ dei Papi

Autore Bene Insieme

La bellezza di Viterbo affascinò anche diversi pontefici che nel medioevo, a partire dal XIII secolo, stabilirono qui la propria dimora. Si creò così un fortissimo legame fra la Chiesa cattolica e la cittadina, tanto che nel mondo, è conosciuta come la Città dei Papi. 

Fra i tanti palazzi e le chiese che sono esempi meravigliosi di arte rinascimentale: il monumento da non perdere è il Palazzo Papale. Nato dall’ampliamento della sede della Curia vescovile, venne curato da Raniero Gatti, il capitano del popolo che fece anche costruire una grande sala per le udienze, oggi nota come Aula del Conclave, giacché ospitò il primo e più lungo Conclave della storia. Il Palazzo è ricco di tesori artistici e dalla Loggia delle Benedizioni, oggi nota come Loggia dei Papi, si affacciava il nuovo pontefice, appena nominato. La visita guidata prevede l’Aula del Conclave, la Loggia dei Papi e il Coro Barocco della Cattedrale di San Lorenzo (il Duomo di Viterbo). Il Palazzo è visitabile ogni giorno (escluso il lunedì) dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Correva l’anno 1268, quando, il 29 novembre, papa Clemente IV decedeva a Viterbo. Inizia così il periodo di vacanza del soglio pontificio più lungo dell’intera storia della Chiesa (33 mesi), terminato con l’elezione di papa Gregorio X. Proprio durante questo periodo, avviene il primo Conclave della storia. Inizialmente i Cardinali si affidano al metodo elettivo fino allora consueto, che prevede delle riunioni saltuarie, in luoghi consacrati. Con il passare dei mesi però, dato che la situazione tende a non sbloccarsi, soprattutto a causa delle pressioni politiche, la popolazione di Viterbo, ormai esasperata, spinge le autorità locali verso un intervento nei confronti del concilio. Il capitano del popolo, Raniero Gatti, costringe allora i cardinali all’utilizzo del palazzo papale come dimora permanente da cui non possono più spostarsi fino a decisione acquisita. Erano stati “clausicum clave” (“chiusi a chiave”), da cui deriva il termine “conclave” usato ancora oggi.

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